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Giuseppe Fedegari

Impariamo dalla Storia

Da alcuni anni, insieme a Giulio Tremonti, Luigi Casali e altri amici pavesi appassionati di storia, ci trovavamo per discutere di come ricordare il cinquecentenario della Battaglia.

Si discuteva su quanto si potesse fare per condividere con la cittadinanza e col mondo un evento che, anche in città, sembrava dimenticato dai più – soprattutto dai più giovani – che aveva però cambiato il corso della storia. Purtroppo, le istituzioni locali non hanno mai mostrato di appassionarsi al tema e spesso la burocrazia poneva ostacoli formali a interventi di recupero dei luoghi teatro dello scontro.

Negli anni passati pochi sono stati gli eventi organizzati per condividere la storia di quella battaglia che aveva portato nuovamente Pavia sotto i riflettori della storia (fra i più significativi si ricordano le conferenze di Aspen Institute Italia con la partecipazione degli Stati Maggiori delle forze armate) e riflettere sui suoi insegnamenti. Pavia, come era accaduto per altri eventi storici o per uomini straordinari che avevano vissuto e operato in città, sembrava preferire non impegnarsi a ricordare al mondo che sul suo territorio si erano fatte esperienze che avevano lasciato un segno indelebile nella nostra evoluzione.

Rileggendo però i testi di Luigi Casali e Marco Galandra, cresceva sempre più forte l'esigenza di condividere questa storia vissuta in prima persona dai nostri progenitori.

Come imprenditori fornitori di tecnologia avanzata radicati sul territorio, con l'orgoglio di fornire le macchine migliori al mondo, non potevamo accettare che clienti e collaboratori che da tutto il mondo vengono a Pavia non sapessero e non scoprissero nulla della nostra Battaglia.

Abbiamo così deciso di porre rimedio a questa carenza a modo nostro, agendo. Ne abbiamo parlato a Stefano Bressani il quale, studiando i famosi arazzi conservati al museo di Capodimonte, ha creato la stampa che qui si vede. La stampa però richiedeva una spiegazione ed ecco il sito!

La famiglia e il lavoro ci hanno insegnato ad affrontare la vita come una sfida. Con il nostro lavoro abbiamo scelto il campo e abbiamo a nostra volta sfidato il mondo, senza perdere l'umiltà di imparare da chi ci ha preceduti.

La Battaglia ha insegnato come che anche un umile fante, opportunamente guidato e sfruttando con competenza e coraggio la tecnologia, può sconfiggere un nemico apparentemente invincibile.

Non si può studiare la storia con gli occhi del demagogo. Non valorizzare gli insegnamenti di una battaglia – certamente cruenta – in nome di un pacifismo di facciata imperante politicamente corretto e legato all'ideologia porta a rifare errori già commessi nel passato, ma come vediamo quotidianamente, l'uomo ahimè non studia la storia per imparare.